APPUNTI, 11 MARZO 2012

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Questi appunti non hanno pretesa di completezza, ma solo di approfondire alcune cose dette nella prima lezione di Fabio Pinzi al Circolo di Studio l’11 marzo.

Premessa: è stata una lezione splendida, pienissima di contenuti, soprattutto per chi già conosceva gli argomenti, si possono mettere in evidenza davvero una grande quantità di rimandi  che cercheremo qui di richiamare dando qualche spunto di ricerca. Approfondite per vostro conto gli argomenti, assecondate la vostra curiosità.

(Le foto della giornata a questo link)

§ Definizione di Permacultura e testi fondamentali

Il termine iniziale era Permacoltura, sistema di progettazione di colture permanenti (cioè sostenibili). Negli anni i Principi sono stati adottati per sviluppare il concetto più ampio di insediamenti umani sostenibili, e il metodo è diventato una vera e propria Cultura della progettazione sostenibile. Qui di seguito i testi principali già tradotti in italiano:

1) Permacoltura (ormai desueto), Holmgren & Mollison, 1981, LEF – Quaderni d’Ontignano;

2) Introduzione alla Permacultura (consigliato da Fabio a lezione), Mollison & Reny Mia Slay, 2007, Terra Nuova Edizion;

Trovate il libro scaricabile gratuitamente qui.

3) Permacultura, Holmgren, Arianna Editrice;

§ Il terreno.

Ci è stato chiesto di fare un primo giro del terreno (in 5 minuti) facendo un resoconto delle impressioni / sensazioni / dettagli del luogo. Risultato:

terreno nudo; esposizione in contropendenza (verso Nord); recintato nella parte dell’orto; con alcuni ulivi che lo contornano a Nord e soprattutto a Sud; bancali pacciamati e sovescio; geometria rettangolare, non naturale (la natura crea curve, non linee rette)

Le linee rette sono “piste di atterraggio per insetti”.

Fabio mette in evidenza il dettaglio che è sfuggito alla maggior parte della classe, la parte non visibile del terreno: le radici e il suolo.

§ Osservare, non guardare

– Per progettare adeguatamente un terreno è necessario un anno almeno di osservazione (quattro stagioni);

– Il suolo è vivo, è composto da una parte organica e inorganica; il protagonista principale è il lombrico;

Tessitura del terreno elencata per granulometria progressivamente più fina: roccia madre, ghiaia, sabbia, limo, argilla;

– Vermicompost: una scelta obbligata per chi vuole coltivare sul balcone;

– il ciclo vitale di un albero: le foglie caduche come pacciame naturale;

– Le radici crescono nei primi periodi della vita della pianta: una pianta tenuta in vaso avrà un apparato radicale atrofizzato per tutta la vita e sarà più esposta alla malattia in confronto alle piante che hanno avuto uno sviluppo completo dell’apparato radicale.

Approfondimenti:

– Una componente vitale del suolo poco conosciuta: il ciclo Ossigeno-Etilene;

– Libro sul suolo di fondamentale importanza: Il suolo un patrimonio da salvare, Bourguignon, Slow Food Edizioni.

§ Coltivare: un dovere etico

– I dati statistici (Censimento CIA 2010) rivelano che l’agricoltura è in drammatico declino in Toscana: dobbiamo assicurarci il cibo coltivando la terra. In secondo piano passa il come lo facciamo, tuttavia cercheremo di usare la progettazione in permacultura per farlo, si spera, nella maniera più sostenibile possibile.

– La storia del terreno di Fabio:

Il padre (avverso alla modernità, a cominciare dalla Coca Cola) finisce per adeguarsi come tutti alla meccanizzazione, abbatte i muri a secco in un terreno in forte pendenza (per fare strada alle macchine), produce le specie sbagliate (grano) nel posto sbagliato (in quota, sul monte Amiata) ottenendo poca produzione e distruggendo comunque il terreno.

La p/c comprende che si deve assecondare la Natura, non combatterla, ciò significa capire in ogni terreno quali sono le piante giuste: nel caso dell’Amiata la vegetazione lasciata libera di svilupparsi tende al bosco.

Andare contro il “volere” della Natura significa soprattutto fare un sacco di lavoro, per lo più vano.

– Storia della pianta giusta di alcune zone della Toscana di cui si è abbandonata la coltivazione: il farro.

§ Riguardiamo il terreno con occhi diversi

Il secondo giro di perlustrazione del terreno di Via del Carota rivela alcuni aspetti fondamentali della progettazione:

– L’acqua.

L’acqua è l’elemento limitante delle zone temperate (in cui si trova l’Italia). Per una efficace progettazione è necessario OSSERVARE LA PLUVIOMETRIA esatta del luogo, molto diversa anche a piccola distanza (qui si capisce il motivo di una lunga osservazione, come suggerito all’inizio).

Usare l’acqua di raccolta della strada; usare le SWALES per far permanere l’acqua il più a lungo possibile nel terreno.

Swales a Bagno di Romagna (fattoria dell’Autosufficienza)

– Il terreno (imitando il docente Fabio, abbiamo mangiato la terra, letteralmente e saggiato la presenza di limo, sabbia e argilla)

– Il vento (barriere frangivento, i CIPRESSI sono il segreto dei Toscani)

– L’esposizione e la pendenza del terreno determinano l’insolazione (cioè la quantità di luce che prende un terreno) che ci deve guidare nella scelta di DOVE POSIZIONARE L’ORTO ESTIVO / INVERNALE

Approfondimenti:

– Un esempio di progettazione sperimentale in p/c di un terreno di 1 ettaro, simile a quello di Via del Carota.

 

§ Esempi da non ripetere

– SLIDE 1 – Val d’Orcia, il paesaggio Windows è l’anticamera della desertificazione. Tale paesaggio è “retto” dall’apportazione di fertilizzanti. Appena questa cesserà con l’esaurimento dei combustibili fossili, cesserà di esistere anche questo paesaggio artificiale.

– SLIDE 2 –  l’uliveto nel fondovalle.

– SLIDE 3 – Ancora la val d’Orcia, un paradosso: le montagne alberate e gli avvallamenti erbosi.

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